fibrillazione_atriale

Meno peso per un ritmo più sano. Gli interventi di riduzione del peso corporeo permettono di correggere le anomalie dell`attività ritmica cardiaca

Meno peso per un ritmo più sano
Gli interventi di riduzione del peso corporeo permettono di correggere le anomalie dell’attività ritmica cardiaca. Così riporta un recente studio.

 

PATOLOGIA

Meno peso garantisce un miglioramento dei sintomi e della severità della fibrillazione atriale, con un parziale recupero della normale attività ritmica cardiaca.

 

È questa la conclusione di un recente studio condotto dai ricercatori australiani dell’Università di Adelaide e pubblicato   sulla rivista Journal of American Medical Association.

L’osservazione principale è infatti che la riduzione dei fattori di rischio cardiometabolico associati al sovrappeso e all’obesità favoriscono il funzionamento cardiaco nella sua unica capacità di generare autonomamente impulsi elettrici.

Lo studio ha coinvolto 248 soggetti sovrappeso e obesi affetti da fibrillazione atriale sintomatica i quali sono stati destinati ad un periodo di follow-up della durata di 15 mesi.

In questo periodo, i partecipanti venivano assegnati o ad un programma di gestione del peso oppure venivano istruiti semplicemente su accorgimenti da tenere nello stile di vita.

Entrambi i gruppi però venivano sottoposti ad un intensivo programma di controllo dei fattori di rischio cardiometabolico.

Gli autori hanno quindi osservato che il gruppo destinato al programma di gestione del peso presentava una riduzione della gravità dei sintomi legati alla fibrillazione atriale decisamente più marcata rispetto a quanto veniva osservato nel gruppo di controllo.

Allo stesso modo, anche i numero di episodi di fibrillazione, così come la durata cumulativa degli episodi venivano ridotte maggiormente nel gruppo destinato all’intervento.

Infine, la riduzione del peso corporeo si accompagnava ad una riduzione dello spessore del setto intraventricolare e dell’area dell’atrio sinistro, un’indicazione di una migliore funzionalità cardiaca e di un minore stress a carico dell’organo.

In conclusione, lo studio ha dimostrato come la riduzione del peso corporeo, unitamente alla gestione dei fattori di rischio cardiometabolico, si accompagni a significativi miglioramenti della salute cardiaca nei casi di fibrillazione atriale e suggerisca l’utilità dell’impiego di questo tipo d interventi per favorire la salute cardiovascolare nelle situazioni caratterizzate da un eccesso di peso corporeo.

Fonte:Hany S. Abed, BPharm, Gary A. Wittert et al. Effect of Weight Reduction and Cardiometabolic Risk Factor Management on Symptom Burden and Severity in Patients With Atrial Fibrillation A Randomized Clinical Trial JAMA. 2013

http://www.obesita.it/html/dsnews/04-12-2013/meno_peso_per_un_ritmo_pi_sano.asp